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Paura delle malattie: IPOCONDRIA 

Hai mai l’ansia di poter contrarre delle malattie?
O la sensazione, quasi la convinzione, di poterne avere una?

Potresti soffrire di ipocondria, oggi ti spiego come liberartene con la Terapia Breve.

Tutti abbiamo paura delle malattie. Perché non dovremmo? La paura di una morte improvvisa o di una prolungata agonia da sempre affligge l’uomo poiché, per quanto questi abbia sviluppato elevate capacità di manipolare la realtà,
non è riuscito a gestire né il caso, né la morte.
In epoca moderna, la credenza illusoria di controllare qualunque malattia si è così amplificata e l'ipocondria è tra i disturbi di maggiore crescita negli ultimi decenni tanto da trasformarsi in una sorta di epidemia, aggravata anche in seguito alla pandemia da Covid-19 che ci ha messo di fronte al fallimento del mito del controllo su ogni cosa.
Questa dimensione – il non controllo – mette l’uomo in crisi ed aumenta a dismisura il suo livello di ansia.

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Che cos'è?

L'ipocondria è meglio conosciuta come la paura delle malattie dell’ipocondriaco non è quasi mai monotona, ma in genere varia a seconda dei sintomi corporei di volta in volta percepito o dalle suggestioni assorbite tramite notizie, informazioni, conversazioni avute o esperienze fatte, per fare un esempio banale, a causa delle vertigini vi può essere la paura di un tumore cerebrale, subentra il mal di pancia che fa cambiare il focus della paura in un’infezione intestinale.


LE MALATTIE PIÙ GETTONATE
I sintomi possono essere focalizzati su singoli organi o su singole patologie. Le malattie più gettonate sono tumori; disturbi cardiocircolatori (ictus, infarto del miocardio); malattie autoimmuni (sclerosi multipla, sclerosi laterale amiotrofica, leucemia); malattie virali o batteriche (Ebola, Hiv, sifilide); malattie sconosciute.

Il cancro continua a rappresentare la più spaventosa e terribile tra le malattie. Di essa si teme il dolore spesso associato alle cure e l’alto tasso di mortalità che spesso le viene attribuito.

IPOCONDRIA: COME RICONOSCERLA?
La persona si lamenta dei sintomi che avverte non a causa della sofferenza fisica (dolori acuti, spasmi, etc.) ma a causa delle potenziali conseguenze che deriverebbero in termini di malattie a esso associate

COMPORTAMENTI TIPICI DELL’IPOCONDRIACO
Le persone che soffrono di questo disturbo sono costantemente spaventate dall’esistenza di una malattia nel proprio organismo, per questo si sottopongono a ripetute visite specialistiche, esami diagnostici fino a veri e propri check up.

I dubbi più frequenti sono per esempio del tipo “e se , come ho letto su internet, questa spossatezza fosse l’inizio di una sclerosi?; e se le vertigini indicassero che sto avendo un ictus o che si sta formando un tumore nel mio cervello?” 

LE STRATEGIE PIU' UTILIZZATE:

Chiedere rassicurazione medica. Più la persona riceve dai medici e dagli esami diagnostici esiti negativi e più si convince che il suo male è così oscuro e subdolo per cui gli esami non sono stati sufficienti e si rende necessario farne di nuovi

Ottenere informazioni e consulenze on line attraverso internet offre l’opportunità di avere consulti medici e notizie sulle ultime scoperte della medicina finendo con l’alimentare i dubbi sulla propria salute

Prendere molte precauzioni: evitare di mangiare o bere fuori casa, selezionare ossessivamente i cibi, evitare esercizio fisico, ecc.

Parlare sempre del proprio malessere e controllarsi di continuo


IL TRATTAMENTO DELL’IPOCONDRIA
Il principio terapeutico per superare l’ipocondria consiste nel recuperare il contatto diretto con il proprio corpo, senza per questo sostituirsi al medico e alla medicina. È qui che la psicoterapia breve strategica può venirci in aiuto per sconfiggere la paura e riportare l’asia entro un confine gestibile e non più patologico. Con le giuste strategie, è infatti possibile superare la paura delle malattie e convivere con l’idea della morte pur non essendo ancora in grado di risuscitare.
La Terapia Breve strategica risulta molto efficace nel trattamento dell’ipocondria e della patofobia, attestando la percentuale di risoluzione completa del problema nell’89% dei casi trattati. Ci avvaliamo del protocollo di trattamento messo a punto “ad hoc” per il disturbo specifico sul quale dobbiamo intervenire.
Se il tuo problema dura da tanto ed è molto invalidante, il mio consiglio è di chiedere aiuto. Ci sono però 3 strategie che puoi mettere in atto e che, se riesci a farle perdurare, ti possono dare già un po’ di sollievo:
EVITA DI PARLARE DEL PROBLEMA. Se proprio senti il bisogno di sfogarti, scrivi su un diario giornalmente tutti i tuoi pensieri al riguardo. Osserva una regola precisa: non rileggere mai quello che scrivi.
SMETTI DI ANDARE SEMPRE DAL MEDICO O DI EVITARLO.Tanto, come hai già potuto constatare, ogni volta che hai un risultato negativo ti tranquillizzi solo per un po’. Allo stesso modo, se invece eviti i medici come la peste, ricomincia ad avere un rapporto più equilibrato con loro: più li eviti, più nutri il fantasma dell’ipocondria.
EVITA DI CHIEDERE SEMPRE RASSICURAZIONE. Purtroppo queste consolazioni non servono o durano poco, e come per i controlli medici, finiscono per aggravare la situazione. Ricorda: si parla solo di ciò che è vero per noi. Se chiedi rassicurazioni, stai dando potere all’ipocondria.


IL TRATTAMENTO DELL’IPOCONDRIA


Il principio terapeutico per superare l’ipocondria consiste nel recuperare il contatto diretto con il proprio corpo, senza per questo sostituirsi al medico e alla medicina. È qui che la psicoterapia breve strategica può venirci in aiuto per sconfiggere la paura e riportare l’asia entro un confine gestibile e non più patologico. Con le giuste strategie, è infatti possibile superare la paura delle malattie e convivere con l’idea della morte pur non essendo ancora in grado di risuscitare.

La Terapia Breve strategica risulta molto efficace nel trattamento dell’ipocondria e della patofobia, attestando la percentuale di risoluzione completa del problema nell’89% dei casi trattati. Ci avvaliamo del protocollo di trattamento messo a punto “ad hoc” per il disturbo specifico sul quale dobbiamo intervenire.

Se il tuo problema dura da tanto ed è molto invalidante, il mio consiglio è di chiedere aiuto. Ci sono però 3 strategie che puoi mettere in atto e che, se riesci a farle perdurare, ti possono dare già un po’ di sollievo:

EVITA DI PARLARE DEL PROBLEMA. Se proprio senti il bisogno di sfogarti, scrivi su un diario giornalmente tutti i tuoi pensieri al riguardo. Osserva una regola precisa: non rileggere mai quello che scrivi.

SMETTI DI ANDARE SEMPRE DAL MEDICO O DI EVITARLO.Tanto, come hai già potuto constatare, ogni volta che hai un risultato negativo ti tranquillizzi solo per un po’. Allo stesso modo, se invece eviti i medici come la peste, ricomincia ad avere un rapporto più equilibrato con loro: più li eviti, più nutri il fantasma dell’ipocondria.

EVITA DI CHIEDERE SEMPRE RASSICURAZIONE. Purtroppo queste consolazioni non servono o durano poco, e come per i controlli medici, finiscono per aggravare la situazione. Ricorda: si parla solo di ciò che è vero per noi. Se chiedi rassicurazioni, stai dando potere all’ipocondria. 

Quell’agente patogeno, mille volte più virulento di tutti i microbi,
l’idea di essere malati

Marcel Proust 

Bibliografia:
Bartoletti A., Nardone G. (2018). “La paura delle malattie”. Ponte alle Grazie, Milano
Nardone G., 2003 , “Non c’è notte che non vedo il giorno”. Ponte alle Grazie, Milano