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Non riesco a dire di "NO": prostituzione relazionale

Aiuto sempre gli altri
Faccio al posto di... anche quando quella mansione non mi compete
Sono sempre disponibile
Rimango in silenzio anche quando sono contrario...

Quando faccio qualcosa di piacevole per me, mi sento in colpa...

Queste sono alcune delle frasi dei pazienti che hanno chiesto il mio aiuto. Come ad esempio:
Silvia che quando arriva nel mio studio disperata, le sue lacrime di disperazione sembrano non riuscire a dare spazio alle parole, non le danno tregua..., si sente sola, triste e allo stesso tempo disorientata. Con il suo compagno è sempre compiacente, disponibile, tollerante rispetto ai suoi orari di lavoro e di svago, si prodiga per essere sempre pronta a soddisfare i bisogni altrui, e meno il compagno sembra accorgersi di lei, fino ad arrivare ad approfittare della sua generosità.
Lei che si è trasferita dal Sud in una città del Nord per Lui, per costruire il suo sogno di famiglia.... ora non è più sicura della sua scelta.
Alla sera il compagno termina tardi il lavoro, poi la palestra, gli amici e lei a casa che lo aspetta, con la tavola imbandita di ogni bene di Dio... perchè Silvia dopo il lavoro passa tutta la serata a cucinare per il compagno. Così anche il fine settimana, per il fidanzato prima vengono gli amici, i suoi hobby poi forse c'è posto per Silvia. Silvia tutto ciò l'ha sempre permesso a se stessa, si perchè... lei è quella disponibile, che c'è sempre, che non dice mai di NO, così come l'ha permesso al suo compagno,.... così l'ha permesso anche al suo capo ufficio, evitando il conflitto e permettendo di camminarLe sopra, passando e ripassando “come un ferro da stiro”.
In cuor suo è sempre stata convinta che così facendo di garantirsi l'amore, la considerazione, la stima, il legame...
Quando arriva in studio, la domanda che io Le pongo è: "Silvia ti senti amata per quello che sei o per quello che fai?".... "Ti senti amata o ti senti sola?".....
Attraverso la terapia Silvia riuscirà a rompere il suo copione relazionale, a stare meglio meglio con se stessa e con gli altri, concedendosi del tempo e dello spazio, e paradossalmente dando quei temuti "NO" la relazione di coppia si rafforzerà e Silvia si sentirà finalmente amata per quello che è!


Se ti trovi in questa modalità relazionale, con molta probabilità sei intrappolato nel copione della prostituzione relazionale.

Comprendo che il concetto è forte e arriva come un pugno dritto sul naso, ma questa modalità relazionale è stata individuata dalla psicoterapia breve strategica. La prostituzione relazionale è un fenomeno altamente diffuso nella società odierna; si tratta di un'espressione volutamente provocatoria, che esprime le conseguenze di un atteggiamento comunicativo eccessivamente accondiscendente, che corrisponde a: "Mai deludere gli altri". Come un cane San Bernardo dedito al soccorso e all’aiuto anche in condizioni estreme o mamme, mogli, professioniste con un’indole che farebbe invidia a “Wonder Woman”.

La “prostituta relazionale” è quella persona che, per sentirsi apprezzata, per ottenere il consenso, l'approvazione e la riconoscenza degli altri antepone i bisogni altrui ai propri. La persona è eccessivamente disponibile e sempre attenta a quello che gli altri pensano, fanno, potrebbero pensare o fare, perdendo di vista se stessa perché, continuamente, da importanza al giudizio degli altri più che al proprio. E' dal giudizio degli altri che non riesce a liberarsi finendo col distorcere completamente le relazioni.
Una persona che ci sostiene, che tiene conto dei nostri bisogni e delle nostre necessità è gratificante, ma ognuno di noi sa che è tutta un'altra cosa avere a che fare con una persona che è sempre accondiscendente.

Questo atteggiamento è molto insidioso, perché “può frequentemente diventare una vera e propria forma di patologia, dal momento che distorce le relazioni, e la tragedia di queste persone è che, alla fine, sono le più sole, perché sentono di esistere per quello che fanno, non per quello che sono.

La buona notizia è che c’è sempre una via d’uscita! 
Se c’è un problema, c’è una soluzione. E la consapevolezza di essere entrati in un loop di questo tipo è condizione necessaria, seppur non ancora sufficiente, per uscirne.

Un percorso psicologico, in questi casi, aiuta la persona a rompere questa rigida modalità comunicativa, ad affermare i propri bisogni. Un semplice piccolo “no” al giorno, una piccola e controllata posizione comunicativa, ripetuti ogni giorno in situazioni diverse, è come una valanga che diventa una forza inarrestabile....
fino a quando si riesce a dire a se stessi: "gli altri mi accettano per quello che sono, anche quando metto al primo posto i miei bisogni".

Bibliografia:

Nardone, G, Psicosoluzioni, 1998, Superbur saggi
Nardone G., Salvini A. 2013. “Dizionario internazionale di Psicoterapia”. Garzanti