STRATEGIE DI MEMORIZZAZIONE

E

DIFFICOLTA' SCOLASTICHE


Difficoltà di memorizzazione, attenzione, capacità di comprendere, ragionamento,...

ovvero tutte le funzioni cognitive più direttamente implicate nel processo di apprendimento,

spesso sono associate ad un comportamento ansioso nel contesto scolastico: bambini e adolescenti si sentono spesso imbarazzati quando sono chiamati a leggere ad alta voce, a rispondere alla domande in classe e a partecipare alle attività scolastiche in genere, si preoccupano generalmente in modo eccessivo per le loro performance scolastiche... in particolare se è presente un disturbo dell'apprendimento (es.: DSA).

Queste funzioni cognitive sono direttamente implicate, ma da sole non sono sufficienti a garantire il successo scolastico, la buona riuscita necessita anche di una adeguata motivazione, di un atteggiamento positivo verso la scuola, di una buona consapevolezza delle proprie potenzialità, unita alla capacità di utilizzarle in modo strategico… 

Esistono molte tecniche e strategie che aiuterebbero il nostro apprendimento e quindi la nostra memoria.

Ma vediamo insieme solo alcune di queste tecniche di memorizzazione:


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Tecnica dei “loci”, chiamata tecnica della Roman Room ovvero “della stanza romana”, in cui vengono immagazzinate liste di elementi (per esempio la lista della spesa, ecc.). si tratta di un metodo che utilizza la visualizzazione di elementi per ricordare attraverso un percorso immaginativo e di organizzazione delle informazioni (per esempio: frutta in cucina, detersivi in bagno, banane in forno,ecc.). 

Quando ad esempio dovete ripassare il capitolo appena studiato o siete davanti al vostro insegnante, immaginate di ripercorrere, ad esempio, le diverse stanze della vostra abitazione nell’ordine desiderato e riportate alla mente i concetti chiave che avete associato ad ogni luogo. In questo modo, difficilmente perderete il filo del discorso o un passaggio di una dimostrazione!. Se volete ricordare i 7 re di Roma, potreste procedere in questo modo. Il primo fu Romolo, Romolo sarà l’ingresso di casa vostra. Numa Pompilio è il secondo, magari un ripostiglio dove tenete la pompa per le biciclette. L’ultimo è Tarquinio il Superbo, immaginate che nella camera da letto ci sia la persona più superba della vostra famiglia.  

Associando le stanze ai concetti sarà facile ricordare tutto. 

La tecnica di memorizzazione chiamata delle parole a piolo, o delle parole di velcro è utile quando dovete studiare bene degli elenchi, che dovete ricordare in un ordine ben preciso. Consiste nell’associare dei concetti che conosciamo bene, come i numeri da 1 a 20 con altri concetti nuovi che dobbiamo memorizzare. Un “piolo” quindi è solo un gancio mentale a cui “appendere” delle informazioni. Questo gancio agisce come un promemoria per aiutarvi a recuperare mentalmente delle informazioni. In altre parole, poichè non potrai mai dimenticare come contare da 1 a 10, associando le informazioni con quei numeri creerai un sistema di archiviazione mentale che ti permetterà di recuperàre l’informazione.

Queste due tecniche di memorizzazione potranno aiutarti a migliorare il tuo metodo di studio, a studiare bene e ricordare tutto in modo veloce!

Fattori cognitivi

Fattori motivazionali ed emotivi

Da ultimo.... ma non meno importante:
Caro genitore mi rivolgo direttamente a te,
che senti la necessità di sostenere adeguatamente tuo figlio/a
sostieni la Sua Autostima 

Sappiamo bene che non esistono ricette preconfezionate per aiutare una persona a credere più in sé stessa, ma se volessimo dare due “dritte” per allenarti a costruire l’autostima, direi a Te genitore:

Cerca ogni giorno di creare delle piccole sfide per tuo figlio o tua figlia, che possa permettergli di migliorarsi e di mettersi un po’ alla prova, praticando l’arte dell’impegno. Fungi non da zavorra, ma da aiuto per andare sempre un po’ oltre;
Stimola curiosità e interessi, solo così tuo figlio potrà diventare il primo essere umano a mettere piede su Marte;

Loda l’impegno più che la dote, perché porta tuo figlio a perseverare e a diventare resiliente nella vita. Quando tuo figlio torna a casa da scuola, invece di chiedergli «Com’è andata?» (traduzione «Cosa hai preso?»), chiedigli «Che cosa hai imparato oggi? Cosa ne pensi? Ti appassiona quella materia?» Quando gli dici: «Che bravo, hai ottenuto un 7, ma i tuoi amici che cosa hanno preso?», chiediti quale messaggio indiretto stai trasmettendo.
La vera competizione è superare se stessi, non scavalcare gli altri;

Cerca Tu genitore di essere “il meglio” per fare in modo che tuo figlio lo diventi: i bambini seguono l’esempio più di qualunque altra cosa. Non pretendere che tuo figlio diventi un lettore appassionato, se non ha mai visto traccia di libri in casa;

Lavora sulle tue aspettative di adulto: le aspettative che un genitore (un insegnante, un allenatore, ecc.) nutre nei confronti del bambino possono essere veramente un’arma a doppio taglio, perché possono aiutare il piccolo a progredire, ma possono anche bloccarlo drammaticamente. Ciò che l’adulto crede del bambino tende a verificarsi, una sorta di “profezia che si auto-realizza” e ha implicazioni davvero importanti nella crescita dei nostri bambini, che non possono essere sottovalutate;

Infine, nel caso tuo figlio presenti delle difficoltà/disturbi, ricorda che non necessariamente tuo figlio deve andare nello studio di uno psicologo, ma puoi essere tu genitore, guidato da un professionista, che intervieni in modo opportuno, diventando un vero e proprio “co-terapeuta” che, supervisionato dal professionista, agisce in modo efficace e guida il figlio verso la risoluzione del problema presentato.

E ora, Caro genitore non mi resta che augurarti… Buon allenamento!

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